Autore: Andrea Asberto
Editrice: Golem
Pagine: 140
Giudizio : 🙂 🙂 🙂 🙂 🙂

Trama
Nell’agosto del 1945 di un anonimo paesino olandese nasce Ulrich Sanders, figlio di un pastore protestante. Sarà lui, diventato un ricco commerciante di diamanti, ma anche sadico torturatore, a costruire la villa che muove gli eventi del romanzo. Alla sua morte quella casa, divenuta teatro di osceni misfatti, rimane invenduta per anni a causa dell’alone infausto che vi aleggia intorno. Ed è proprio qui che si intrecciano le sorti dei tre protagonisti: Tancredi, un borioso professore di Fisica, Umberto, l’agente immobiliare, e Alice Sperti, amica di Umberto, convinta praticante di discipline new age. L’evento scatenante è proprio la visita all’immobile: entrati nella stanza degli orrori di Ulrich, spacciata per un bunker antiatomico, il pesante portellone metallico si chiude di schianto, sigillando dentro il professore e Alice. Umberto, scampato all’incidente, sembra svanire. Non tutto è come appare e, a muovere le fila della storia, oltre che un cieco destino, sembrano intervenire anche le gabbie mentali nelle quali si muovono i suoi personaggi: la fredda logica del professore, la dipendenza dagli altri di Alice e la carriera di Umberto, in una vicenda costellata di “Trappole”.
Giudizio
Ho fatto fatica a superare il primo capitolo: faticavo a comprendere sia il genere del romanzo sia la direzione della trama. Dal secondo capitolo, però, con l’ingresso dei protagonisti, il professor Tancredi, Umberto e Alice, il racconto prende decisamente il volo. Da quel momento sono entrata completamente nella narrazione e non riuscivo più a staccarmi dalle pagine. La trama accelera, i misteri si infittiscono e la curiosità prende il sopravvento. Mi sono ritrovata a formulare continuamente ipotesi, immaginando finali diversi e cercando di individuare il responsabile degli eventi che si susseguono. Anche Ulrich, un personaggio che inizialmente non riuscivo a collocare nella storia, assume progressivamente un ruolo centrale: tutto ruota infatti attorno alla sua amata villa, fatta costruire a Giaveno, un piccolo paese in provincia di Torino. I tre protagonisti sono molto diversi tra loro: Tancredi, professore di fisica; Alice, una ragazza profondamente spirituale; e Umberto, un giovane fragile che vede nella possibilità di vendere questa villa piena di misteri l’occasione della sua vita.
Tre personalità diverse, che si trovano prigionieri dei segreti della villa, che li costringe a confrontarsi con le parti più fragili di sé stesse.
“Trappole” è il romanzo dell’esordio di Alberto, una persona che ho avuto il piacere di conoscere quasi per caso durante il compleanno di un’amica comune. Da quell’incontro è nata una bella sintonia, alimentata da una passione condivisa: lui per la scrittura, io per la lettura. Devo dire che ho apprezzato molto il suo modo di raccontare. Con la sua scrittura riesce a coinvolgere e a tenere alta la curiosità fino all’ultima pagina. Un aspetto che ho trovato particolarmente interessante è il legame con il suo maestro di scrittura, il “Professore”, come Alberto ama chiamarlo: Massimo Tallone, autore di cui vi ho proposto spesso consigli di lettura. Un altro elemento che li unisce, entrambi ambientano i loro libri nella nostra splendida Regione : Il Piemonte!
Per questo sono certa che leggerò presto anche il suo secondo romanzo, “Nessuna fama è innocente”, che è già finito nella mia lista delle prossime letture.